18:02:51
Gente colta, gente introversa
Vedo una donna con la faccia un po’ persa
Mi guarda anche lei, lungo momento
È un istante, ma quasi infinito
E solo dopo ci arrivo, ho capito
Che lei è morta, nel suo tormento.
Morta lei è su di una panchina
Si volge a me e s’ avvicina,
mi guarda fredda, gelida saluta:
lei è una delle tante
uguale e pur sempre ignorante
come quell’altro che dalla casa ci scruta.
Morto anche lui, come ormai tutti
Un mondo di zombi, ma quanti lutti!
Bocche ridenti di defunti viventi
La mia visione è un orrore
Duole, fa male nel cuore
Al veder tutti questi dementi.
È un mondo perso nella sua volgarità
E in ogni città, solo atrocità
Poi la mia donna, prezioso scettro
Del mio verso che vuol raccontare
Un male ignoto, rozzo ed infame
Come quell’uomo che sembra uno spettro.
Voglio cantare il mio pensiero
Che si rifletta, almeno ci spero
In voi lettori, dai gusti decisi
Dalla mia poesia un po’ estrusa
Complicata e forse confusa
Ma che vuol aiutare se siete in crisi.
Sindicazione
22.02.10 @ 07:36:50
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